9 maggio Giorno della Vittoria sul nazifascismo nei paesi dell’Europa ex URSS
Il “REGGIMENTO IMMORTALE”
Enrico Vigna, maggio 2019

Nel 9 maggio Giornata della Vittoria e nel “Reggimento Immortale ”, rivivono le profonde basi storiche, politiche e spirituali della coscienza antifascista e dei suoi valori, nei popoli slavi.
Lì sta la speranza e la certezza che da lì “non passeranno”. Ieri come oggi.
Ormai è un dato storico inoppugnabile che il peso della battaglia contro le forze nazi-fasciste, che in quel tempo costituivano la potenza militare più forte del mondo, si era riversato sui popoli slavi, e che pur raggiungendo la vittoria e la conseguente liberazione dell’Europa tutta, pagarono il sanguinoso prezzo di oltre trenta milioni di morti e sessanta milioni di mutilati e invalidi.
Sono fatti che non si possono dimenticare, sono dolori indelebili che hanno forgiato le coscienze e lo spirito di ogni famiglia, di ogni persona, e conseguentemente i popoli slavi, hanno avuto la grandezza e la saggezza di trasmettere alle nuove generazioni, la memoria e il costo umano di quanto accaduto. Semplicemente ma profondamente.
Le immagini che presentiamo ne attestano i risultati.
Tutto è iniziato dopo che un gruppo di giornalisti e antifascisti della città russa di Tomsk nel 2012 ha avuto l'idea di "far rivivere" la celebrazione del Giorno della Vittoria e poi l'azione del “Reggimento degli Immortali " e proprio in quell’anno si è tenuta per la prima volta la marcia. I veterani hanno suggerito agli organizzatori di invitare i cittadini a riprodurre e ingrandire le foto dei loro antenati che avevano preso parte alla lotta contro il nazismo e quindi a salvarli dall'oblio. L’idea nata e partita prima in Russia, ora si svolge nel mondo intero. Quest’anno i discendenti dei combattenti antifascisti hanno marciato in 110 paesi e oltre 500 città in tutto il mondo, raggiungendo il coinvolgimento di 12 milioni di persone.
RUSSIA - Mosca


Anna Tuv

"Ripetere l'impresa dei nostri antenati". Così Putin in una dichiarazione sull'azione del "Reggimento Immortale” e sul Giorno della Vittoria, la festa più amata e sentita dai popoli russi e slavi.
Il presidente
russo Vladimir Putin ha detto che: “… la partecipazione dei cittadini russi
al raduno del "Reggimento Immortale" tenutosi a Mosca il 9 maggio, ha
mostrato la loro volontà di ripetere l'impresa degli antenati che avevano vinto
la Grande Guerra Patriottica contro il nazifascismo….
Camminare con un ritratto del proprio parente
nel centro della propria città, significa far sapere che i propri cromosomi
contengono lo stesso gene di quelli che hanno partecipato alle ostilità più di
settanta anni fa. Ciò significa che ognuno di noi cerca in se stesso la stessa
cosa e considera, in modo subconscio, che in ogni caso, possiamo rilottare per
difenderci come facemmo allora, perché abbiamo radici, eredità e coscienza…",
ha poi anche sottolineato che anche oggi, di
fronte ad un eventuale aggressione, ”… il popolo russo risponderà
sempre adeguatamente…”..
In una intervista alla TV Rossiya 1 il Presidente Putin ha detto “…per me ha un importante significato personale partecipare alla marcia del Reggimento Immortale….Ecco mio padre. Come poteva attraversare la piazza nel 1945? In nessun modo. Per tutta la vita ha zoppicato e se n'è andato con una scheggia di granata nella gamba. Tutte queste persone hanno potuto attraversare la Piazza Rossa alla parata della Vittoria. Ma loro, soldati ordinari, hanno ottenuto la vittoria, e l'hanno ottenuta ad un prezzo enorme…

…Dal momento che non ha potuto farlo lui fisicamente, l’ho fatto io portando la sua foto; se lo è meritato. Penso che migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone, quando marceranno con le foto dei loro parenti caduti, probabilmente, penseranno la stessa cosa di loro…", ha affermato Putin.


Al ricevimento per gli eroi della GGP, Vladimir Putin ha incontrato Vera Gurevich, Veterana e sua insegnante di scuola da adolescente.


San Pietroburgo
La colonna del "Reggimento Immortale" a San Pietroburgo si estendeva per oltre quattro chilometri. Le autorità hanno stimato che quasi un milione di persone ha partecipato alla marcia.

Crimea


Tomsk, Siberia
ABKHAZIA

CECENIA


"…Il patriottismo, il coraggio, il valore, il coraggio e l'amore di milioni di nostri soldati, ufficiali, generali e di ogni russo verso la proprio patria, sono diventati il pegno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. L'unità dei popoli ha rotto la schiena al fascismo…", ha detto il presidente della Cecenia R. Kadyrov.

R.
Kadyrov, ha poi sottolineando che “…il Giorno
della Vittoria è una chiara indicazione che l'unità dei popoli rende il paese
invincibile, inaccessibile agli aggressori….siamo molto orgogliosi di poter parlare del contributo
inestimabile del popolo ceceno alla grande vittoria. Migliaia di ceceni sono
andati volontariamente in guerra. Mostrarono prodezze senza precedenti sui
fronti della Grande Guerra Patriottica. I migliori figli della Cecenia hanno
coraggiosamente difeso la Fortezza di Brest, Mosca, Stalingrado e il Caucaso.
Hanno rotto il blocco di Leningrado, liberato Minsk, Sebastopoli, Kiev,
Varsavia, Vienna e Praga dagli invasori tedeschi. I nostri padri e nonni hanno
preso d'assalto la tana fascista Berlino, issato il vessillo della vittoria sul
Reichstag, e poi hanno distrutto le truppe giapponesi in Estremo Oriente
".
Repubblica Popolare DONETSK

ESTONIA

GEORGIA
Nonostante un clima di repressione e persecuzione contro le forze antifasciste e progressiste del paese, attuate con minacce ed arresti; alcune migliaia di persone hanno sfidato le autorità e i neofascisti per riaffermare le radici ancora vive della Grande Guerra Patriottica.


LETTONIA, Riga

LITUANIA


Repubblica Popolare LUGANSK


MOLDOVA
Un’imponente fiumana di manifestanti, indicata in oltre 120.000, con alla testa il Presidente della Repubblica Igor Dodon, ha sfilato per le vie di Chisinau. Ciò è stato un vero e proprio monito ai vari politicanti stipendiati da NATO e UE. Il popolo moldavo non dimentica la sua storia e i valori passati.



Il presidente Igor Dodon ha poi dichiarato alla TV locale: “ Non permetteremo di riscrivere la nostra storia! Per me il Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, così come penso che per la maggioranza dei cittadini della Repubblica di Moldova, a parte, forse, qualche parte politica che non vuole accettarlo, credo che sia stato, è, e sarà sempre, parte della storia del nostro popolo…".
Il leader moldavo si è poi congratulato con la popolazione della Repubblica per la grandiosa partecipazione all’anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica e alla marcia del Reggimento Immortale moldavo, sottolineando che il 9 maggio è una festa di tutta l'umanità aggiungendo che: “…in questo giorno è finita la peggior guerra che ha causato la morte
di decine di milioni di vite: non c'è stata casa, non c'è stata famiglia che questa guerra non ha coinvolto…Il nostro popolo sarà sempre grato a quegli eroi che hanno combattuto e molti hanno perso la vita, permettendoci di godere un periodo di pace per molte generazioni. Alcune di queste persone vivono ancora oggi tra noi. Il nostro dovere è di circondare i nostri cari veterani con attenzione e amore..… il popolo moldavo non dimenticherà mai l'impresa del soldato-liberatore sovietico…una cosa devono sapere tutti: non permetteremo a nessuno di riscrivere la nostra storia per motivi politici: passeranno anni, le generazioni cambieranno, ma nostri figli e nipoti celebreranno ancora il 9 maggio, Giorno della Vittoria. Questo deve essere il nostro lascito morale. E le migliaia di giovani presenti testimoniano questo. Eterna gloria agli eroi vittoriosi", ha concluso Dodon.

NAGORNO KARABAK

OSSEZIA del SUD

PRIDNESTROVIE


UCRAINA che RESISTE. Kiev

La marcia del Reggimento Immortale è partito, dalla stazione della metropolitana Arsenalnaya ed è terminato alla Fiamma Eterna nel Parco della Gloria.
Oltre alla
capitale la marcia si è svolta in una decina di città ucraine.
A Kiev hanno partecipato, nonostante il solito
clima di tensione e violenza intorno all’evento, decine di migliaia di persone,
testimoniando che il popolo ucraino non si identifica con i “nuovi” padroni del
paese e con le bande criminali neonaziste, ma le sue radici sono, nonostante
tutto, nella memoria della Grande Guerra Patriottica e nella sconfitta
dell’aggressore nazifascista.
Le autorità golpiste ucraine hanno nuovamente dimostrato la paura di questa marcia, che testimonia il carattere di massa della coscienza antifascista che essa certifica. Ancora prima che iniziasse la marcia, la polizia di Kiev ha arrestato Elena Berezhnaya, che con lo slogan "Nessuno dimentica, nulla è dimenticato" aveva organizzato la marcia.. La Berezhnaya è stata arrestata e portata alla sede di polizia. Il motivo dell’arresto è stato giustificato con il fatto che il colore del suo vestito era simile ai colori del Nastro di san Giorgio, vietato in Ucraina, perché considerato come "simbolo sovietico e comunista".
Elena in questi anni è già stata più volte aggredita, minacciata e perseguitata, sia dalle autorità sia dalle bande neonaziste. Una donna e una attivista per la pace molto coraggiosa.

In piazza bande di neonazisti hanno cercato di
interrompere la marcia del "Reggimento Immortale", schierandosi
all'ingresso del Parco della Gloria e lungo il viale, bloccando la strada ai manifestanti,
lanciando slogan nazisti in onore dell’UPA, l’organizzazione ucraina dei
collaboratori del Terzo Reich e, riferendosi ai volontari loro camerati dei
Battaglioni nella guerra al Donbass urlavano: "Gloria ai soldati della
guerra con la Russia!". I partecipanti hanno risposto con “ Il
fascismo non passerà!”.


Dneprpetrovsk


Karkhiv

Alcune
decine di neonazisti con ritratti di membri
collaborazionisti dell'UPA hanno cercato di bloccare la strada per impedire
alla colonna del "Reggimento Immortale", che andava a deporre i fiori
al Memoriale della Gloria di Kharkov. La colonna formata da oltre ventimila
manifestanti non si è fatta intimidire ed è arrivata alla Fiamma Eterna. Dopo
uno scambio di slogan, dove da una parte si gridava “ Grazie nonno per la
vittoria, HURA e Il fascismo non passerà”, dall’altra “Gloria
all’Ucraina e Bandera, Sukhevych nostri eroi!”, poi si sono verificati
scontri e la polizia ha usato gas lacrimogeni. Sono stati sequestrati i simboli
di San Giorgio e le bandiere rosse.
Coraggiosamente il sindaco di Kharkiv, Gennady
Kernes si è congratulato con i cittadini per il Giorno della Vittoria e ha
ringraziato i manifestanti al Memoriale e ha detto che "…non vi è alcun
motivo per cambiare i nomi delle strade, usare parole e slogan inammissibili,
occorre superare il dolore ancora vivo della nostra storia con parole
tolleranti e riaffermare “Mai più quel passato!”.
Lvov

A Lvov i neonazisti ucraini hanno cercato di impedire la manifestazione per la celebrazione del “9 Maggio” attaccando Inna Ivanochko, deputata di opposizione del partito “Piattaforma Per la vita”, che guidava i manifestanti che avevano in programma di sfilare, depositare dei mazzi di fiori e onorare così la festa del “Giorno della Vittoria”. Gli assalitori armati di bastoni e protetti dalla polizia, hanno aggredito i partecipanti, tra cui alcuni Veterani della GGP che hanno dovuto desistere dalla deposizione dei fiori ed andare via.
La deputata Inna Ivanochko ha poi fatto la seguente dichiarazione: “A quanto pare, dopo cinque
anni di lungo viaggio verso i" valori europei ", il risultato è questo: aver portato il nostro paese al punto morto del "nazionalismo da caverne ". Nell'Europa delle riforme, in Ucraina attraverso gli sforzi del regime dei vari Poroshenko, Yatsenyuk, Groisman, Parubiy, i simboli della Grande Vittoria sul nazifascismo sono vietati e le autorità cercano di riscrivere la storia, cancellando dalla memoria del popolo anche solo un riferimento all'eroica impresa dei soldati sovietici che hanno salvato il mondo dagli aggressori fascisti…Nonostante minacce e violenze noi restituiremo i simboli della vittoria al popolo ucraino, perché questo unisce il nostro popolo e ricucirà l’unione del nostro paese ".
Odessa

Quasi diecimila persone hanno partecipato alla marcia del Reggimento Immortale sul Viale della Gloria, Avvicinandosi alla stele, la gente vi appoggiava dei fiori, come risultato, quindici minuti dopo l'inizio della sfilata, la montagna di fiori posati raggiungeva i tre metri di altezza. I cittadini di Odessa, con i ritratti dei soldati veterani sono andati in un flusso continuo, spesso ai ritratti erano attaccati le medaglie e gli ordini dei gloriosi antenati.
Durante la marcia la gente scandiva “Il fascismo non passerà e Odessa è Russia, “Fuori i nazisti di Bandera da Odessa”. Le bande di neonazisti schierati di fianco alla sfilata con bandiere e ritratti dei criminali nazisti, con altoparlanti a tutto volume hanno cercato di zittire le voci dei manifestanti, ma essendo riusciti a portare solo un gruppo di un centinaio di militanti, si sono ritrovati circondati dalla rabbia degli odessiti presenti e hanno chiesto di essere protetti dalla polizia che li ha fatti allontanare tra fischi e improperi della gente.
Quando tutto è finito una decina di
loro è salita sul monumento con bandiere e ritratti di Bandera scalciando i
fiori deposti. Una frustrante dimostrazione di impotenza di fronte alla realtà
di ciò che sente e pensa la popolazione di Odessa, nonostante la paura e le
violenze.
Unica nota spiacevole è stata che la polizia ha
arrestato un uomo per aver indossato il nastro di San Giorgio, perché è ormai
proibito. È stato portato al dipartimento di polizia di Primorsky, dove, dopo
essere stato denunciato, è stato rilasciato.
Zaporozye
Alcune migliaia
di persone tra cui molti Veterani, guidate da squadre di cosacchi, hanno
celebrato nel Parco della Vittoria, il Giorno della Vittoria sul nazismo nella
Grande Guerra Patriottica. La marcia del Reggimento Immortale si è svolta sul
Viale della Gloria. Dopo aver deposto i fiori al memoriale e una banda ha suonato
alcune canzoni storiche, la commemorazione si è conclusa. Si sono verificati
alcuni incidenti con militanti neonazisti ma di poca gravità.


A cura di Enrico Vigna CIVG - maggio 2019
